FRANCIA 2026 (APRILE)

MARTEDÌ 14 APRILE. La primavera incalza, il Dinghy scalpita. Dopo la solita sosta tattica a Claviére, entriamo in Francia alle 13:30, imboccando la ben nota N94. I campi intorno a Montgenèvre sono ancora innevati, e l’aria è abbastanza fredda. Verso le 15 ci fermiamo presso Les Eaux Douces di Crots, un parcheggio tra la statale e la riva del Lac de Serre-Ponçon. Non c’è nessuno, potrebbe essere un buon posto per fare la prima tappa, ma è ancora presto e decidiamo di proseguire in direzione della nostra prima meta, cioè le Gorges du Verdon, in Provenza.

Così, qualche chilometro dopo Chorges, deviamo sulla D942 in direzione di Sisteron. Superiamo la città arroccata su una strettoia lunga la valle della Durance, e cominciamo a guardarci intorno per individuare un sito adatto per la notte. Dopo una decina di chilometri notiamo il classico cartello che indica la presenza di un’area di servizio camper, ed effettivamenta la situazione che si presenta è molto gradevole. Una bella area pic-nic sul lato destro della ex N85 (la famosa “Route Napoléon” da Cannes a Grenoble), che qui è declassata a D4085. La zona di parcheggio è distanziata dalla nazionale mediante un ampio spazio alberato; dall’altro lato ci sono varie attività commerciali e un distributore di carburante. Il centro storico di Château-Arnoux é a meno di un chilometro. Posizione ideale, dopo un tappone di 400 km ci sta.

MERCOLEDÌ 15 APRILE. Notte freddina nonostante la trapunta, è stato necessario dare un colpo di fiamma alla stufa: ci sta, alla fin fine siamo a metà aprile intorno ai 550 m di altitudine. Risveglio calmo, passeggiata in paese con la classica tappa alla boulangerie e poi si va. La tappa di oggi è prevista in un’area della rete Camping Car Park (CCP), situata sul Lac de Sainte-Croix, che useremo come base per entrare da ovest sulla D71, in modo da seguire il Verdon tenendo la valle a sinistra. Sulla carta sarebbero meno di 50 km, così partiamo verso le 11; ma per un paio di intoppi facciamo un percorso un po’ accidentato, allungando di una ventina di km e attraversando grandi distese di campi di lavanda.

Verso le 12:30 facciamo sosta tattica per pranzo a bordo strada in uno slargo della D952 nei pressi di Moustiers-Sainte-Marie. Da qui prendiamo la D111 per gli ultimi 15 km fino a destinazione, dove arriviamo verso le 14. Siamo alla nostra prima esperienza su questo circuito, che prevede l’acquisto di una tessera a prepagamento per poter ricevere un codice di accesso alle piazzole dotate di servizio carico e scarico e allacciamento alla rete elettrica. L’area è molto bella e curata, poco affollata, in una posizione panoramica sul lago, poco distante dal paese di Sainte-Croix-du-Verdon, che però non visitiamo. Le piazzole sono ampie, il prezzo è più che ragionevole: euro 16,02 tutto compreso.

Nel pomeriggio, dopo una bella passeggiata nei sentieri che si snodano dall’area, scopriamo che la D71 è chiusa per frana; l’alternativa sarebbe quella di percorrere la D952 viaggiando sul lato esterno, cosa che molti siti sconsigliano di fare in camper. Un po’ a malincuore dopo la fatica di essere arrivati fin quaggiù, rinviamo ad una prossima occasione. In ogni caso, la sistemazione è assolutamente gradevole, e il panorama vale il viaggio.

GIOVEDÌ 16 APRILE. Anche stanotte ha fatto freddo, ma la cosa bella di questa spianata è che il sole arriva abbastanza presto a riscaldare tutta l’area. Si sta bene, e infatti ce la prendiamo comoda, anche se i km da fare non sono pochi. Partiamo verso le 10 per Saintes-Maries-de-la-Mer, salendo verso Riez per prendere la D952, che lasciamo a Saint-Paul-lez-Durance, dopo aver fatto il primo carico di gasolio con la brutta sorpresa di un prezzo nettamente superiore a quelli a cui eravamo abituati nei precedenti viaggi in Francia. Continuiamo a seguire la riva sinistra della Durance, che attraversiamo all’altezza dell’Ancient Pont de Mirabeau, dove poi prendiamo la D973. Verso le 13 breve sosta per pranzo su una delle tante piccole aree di sosta che trovi ovunque in Francia, nei pressi di Lauris. Verso le 13:30 si riparte; riattraversiamo la Durance subito dopo Mérindol, raggiungiamo Mallemort, Eyguières, seguiamo la N113 fino ad Arles, e infine la solita D570 in direzione sud. Verso le 15:30 entriamo nel Camping Sunêlia Le Clos du Rhône, dove abbiamo deciso di passare la terza notte di viaggio. Quasi 200 km, in grandissima parte in paesaggi assolutamente nuovi, sono quasi volati. Il campeggio, che si trova immediatamente fuori paese, è un 4 stelle dotato di ogni confort. Prezzo (euro 31 senza elettricità) più che abbordabile visto il contesto.

Ci assegnano alla piazzola 114, praticamente di fronte al blocco servizi. Spaparanzati sotto le tamerici, anche Trilli se la gode; dal parco giochi del campeggio ammiriamo il nostro primo tramonto sul mare.

VENERDÌ 17 APRILE. Riposato benissimo, questo campeggio è molto tranquillo e la notte è stata calma e per niente fredda. Dopo colazione, usciamo verso la spiaggia comunale, a cui si accede da una porticina riservata. Il mare è calmo, c’è pochissima gente. Verso le 10, mettiamo via l’accampamento e ci spostiamo di un paio di chilometri, nella bella area comunale (euro 16,00 senza elettricità) lungo la statale, a pochi passi dal centro città. Qui abbiamo appuntamento con mia cugina Florinda e suo marito Francois, che arrivano da Marsiglia, dove Florinda andò a vivere giovanissima lasciando Saint-Paul-Trois-Chateaux, dove faremo tappa sulla via del ritorno. Con loro, facciamo una visita alla chiesa delle tre Sante, addobbata per una cerimonia, e alla cripta dove è venerata Sara, protettrice del popolo gitano.

Verso le 21, un bel tramonto illumina la zona dell’area camper, e la rotonda sovrastata dalla Croce di Camargue. faccio qualche foto, ma tira una brezza fredda, e mi rintano in Dinghy.

SABATO 18 APRILE. Deciso: staremo qui ancora un paio di giorni. Mattina visita città: è la terza volta ma è sempre bellissimo passeggiare tra le viuzze del centro piene di animazione e le basse casette bianche che si allineano al canale. Il resto della giornata, in piena attività della serie “sto qui a far niente”.

DOMENICA 19 APRILE. Verso l’alba, un po’ di nebbia invade il paesaggio. Unico impegno della giornata fare un salto alla boulangerie, poi colazione e solite passeggiate tra gli stagni. L’area è abbastanza affollata, ma come sempre molto tranquilla.

LUNEDÌ 20 APRILE. Anche stamattina c’è una leggera nebbia. Lasciamo Saintes-Maries-de-la-Mer verso le 10. Obiettivo Le Grau-du-Roi, dove c’è un’area del circuito Camping Car Park; ma prima dovremo fare un po’ di spesa, perché abbiamo dato fondo alle nostre provviste. Le indicazioni stradali sono chiarissime, una trentina di km sulla D62 attraverso la bella campagna camarguese fitta di vigneti, e raggiungiamo la LIDL alla periferia di Aigues-Mortes. Da qui, tra stagni e canali, arriviamo a destinazione intorno a mezzogiorno. L’area è abbastanza affollata, ma troviamo posto in una bella piazzola, più larga delle altre. Anche qui, per essere a cinquanta metri dalla spiaggia, prezzo più che onesto: euro 18,92 tutto compreso.

Un buon pranzetto in Dinghy a base di escargots e vin de sables. Nel pomeriggio, mentre Mirella si gode la pennichella all’ombra di un maestoso pino marittimo, vado a fare due passi nei paraggi; più tardi, andiamo insieme a visitare la rive droite del porto canale di Grau-du-Roi, che è a circa 2 km dall’area. Probabilmente si tratta della parte meno turistica della cittadina, ma ha comunque qualche attrattiva, e aggiungiamo un altro faro alla nostra collezione. Piccolo, ma molto grazioso e ben inserito nel contesto urbano.

La passeggiata è stata lunga e praticamente senza pausa: non c’era un solo locale aperto in quella zona a meno di fare un altro lungo giro per passare sulla rive gauche; e così arriviamo a casa abbastanza stanchi. Cena, e a nanna presto.

MARTEDÌ 21 APRILE. Sveglia presto. Dopo una lunga passeggiata al mare lasciamo l’area e ci prepariamo a partire in direzione di Aigues-Mortes per una visita. C’eravamo già stati al volo ai primi di dicembre del 2009, città praticamente deserta ed avevamo ancora tanta strada da fare perciò la visita fu brevissima. Stavolta ce la prendiamo comoda, vale il viaggio ma è troppo affollata e i negozi sono troppo cari per i nostri gusti. In compenso, il parcheggio per i camper è molto comodo e immediatamente a ridosso delle mura, e nemmeno troppo caro (euro 0,80 all’ora).

Visita rapida, spuntino veloce e si riparte. Abbiamo preso gusto alle Aree CCP, e la tappa di stasera sarà a Saint-Martin-d’Ardèche, in un Camping de Mon Village, una formula speciale che unisce ai soliti standard le caratteristiche di un vero e proprio campeggio, con servizi igienici e docce. L’itinerario per raggiungere la nostra meta passa a ridosso di uno dei luoghi top della nostra lista d’attesa, e dunque partiti da Aigues-Mortes verso mezzogiorno, dopo una sessantina di km prima sulla D15 e poi sulla D6086, poco prima di Remoulins svoltiamo verso il Parking Rive Droite del Pont-du-Gard. Lo raggiungiamo verso le 13 facendo tappa per spuntino rapido e visita a questo spettacolare tratto di acquedotto romano del primo secolo a.C. che attraversa la valle del Gardon in un punto estremamente panoramico. Il monumento, in perfetto stato di manutenzione, è inserito in un parco ad eccesso limitato ai pedoni, attrezzato con un parcheggio molto capiente e con un paio di punti ristoro. Il sito è veramente grandioso e assolutamente conforme alle nostre aspettative. Dal piazzale, si raggiunge facilmente la riva del fiume, dove alcuni impavidi fanno il bagno.

Bellissima passeggiata, merita una lunga sosta. Verso le 17 lasciamo il parcheggio e riprendiamo la strada in direzione nord, seguendo la N86 fino a Pont-Saint-Esprit, circa un’ora e mezza di viaggio tranquillissimo lungo la sponda destra della valle del Rodano, e poi la D86 verso il dipartimento dell’Ardèche. Alle 18:30 entriamo nell’area, molto bella e spaziosa. Ci sono solo tre o quattro camper, ed anche il campeggio lì vicino è pieno per metà. L’area si trova sul limite settentrionale del villaggio, dal cui centro dista un centinaio di metri.

Il posto è veramente bello, molto accogliente e tranquillo, lontano dal traffico. I servizi sono in perfetto ordine, il personale accogliente, le informazioni complete ed esaurienti, ottimo rapporto qualità-prezzo: euro 18,44 tutto compreso. Giornata impegnativa e tanti km alle spalle, dopo la doccia ci spaparanziamo al sole. Mentre scende la notte, si scatena un velocissimo acquazzone, che rinfresca l’aria. Per precauzione, anche se siamo solo a circa 100 m di altitudine, accendiamo la stufa sulla fiamma pilota e la teniamo accesa tutta notte.

MERCOLEDÌ 22 APRILE. Mi alzo preso a caccia di boulangerie ma niente, oggi è giorno di chiusura dell’unico negozio del villaggio, che conta meno di 1000 abitanti. Dopo colazione, anche se il cielo resta nuvoloso, usciamo a fare una passeggiata lungo il fiume, e a far giocare Trilli sulla spiaggia. Il villaggio è carino, potrebbe valere la pena di fermarsi ma non ho ancora capito come ci si regola per prolungare il soggiorno oltre le 24 ore. Lungo la strada del rientro siamo attratti dal punto vendita della casa vinicola Domaine de la Croix Blanche, che propone vini biologici AOC (Appellation d’Origine Controlè) Coteaux de l’Ardèche e Côte du Rhône, a vari livelli di invecchiamento e prezzo.

Con la visita alla cave si conclude il giro del villaggio, ed è praticamente ora di pranzo. Una lunga pausa, e verso le quattro ci rimettiamo in pista. Torniamo a Pont-Saint-Esprit, dove attraversiamo il Rodano sul vecchio ponte medievale (XIV secolo), a 25 arcate asimmetriche per circa 900 m di lunghezza, uno dei pochi se non l’unico ad essere ancora utilizzato dal traffico veicolare anche se abbastanza scomodo perché è largo solo 5 metri. Da qui, seguiamo la D994 fino a Suze-la-Rousse, dove abbiamo deciso di fare tappa per stanotte. All’ingresso della città c’è infatti una bella area di sosta gratuita senza servizi, che si rivela ideale anche come base per l’escursione al castello che sovrasta l’abitato. Che però sta chiudendo, e allora niente visita all’interno; ma già da solo l’esterno vale assolutamente la fatica di scalare lo sperone di roccia rossastra su cui è eretto e che dà il nome alla città. Stanchi (anche oggi abbiamo macinato tanti km a piedi), ma soddisfatti (sembra che giriamo sempre negli stessi posti ma scopriamo sempre cose nuove e affascinanti), mentre ricomincia la pioggia ci ritiriamo a nanna.

GIOVEDÌ 23 APRILE. Ha piovuto tutta notte, ma adesso c’è un po’ di sole e la campagna qua attorno all’area è piena di chiocciole gigantesche. Abbiamo appuntamento per pranzo con i miei cugini francesi, e dopo aver fatto ancora un po’ di passeggiata intorno al parcheggio e in paese, alle 10 ci spostiamo verso Saint-Paul-Trois-Chateaux, che dista solo una decina di km. Arriviamo verso le 10:30. Ci avviamo verso casa Cirillo-Malquebi, e in Place du Marchè noto la vetrina dedicata all’anniversario del Piccolo Principe. Mi attira un piccolo libro che manca alla mia collezione, la Mini Enciclopèdie; così come mi manca un libro acquistato in questa città dove il fratello di mio nonno emigrò nel 1956, crescendo i suoi quattro figli lontano dal Vesuvio. Florinda l’abbiamo già incontrata a Saintes-Maries-de-la-Mer, qui siamo ospiti di Rosetta, e dei gemelli Giovanni e Antonio. Pranziamo insieme, poi si riparte.

Su consiglio di Giovanni, per finire in bellezza questo viaggio, cerchiamo la strada per Grignan e il suo castello. Ma anche stavolta Google Maps ci inganna, giriamo in lungo e in largo per strade impossibili e alla fine sbuchiamo in un posto dove è abbastanza difficile parcheggiare, e comunque abbastanza lontano dal castello. Rinunciamo, prendendo la strada verso Nyons e la ben nota D94, dove sicuramente troveremo uno spazio adatto a passare l’ultima notte. E infatti, come spesso succede, appena superato il villaggio di Aubres si apre a destra un largo spiazzo vicino a una scuola, ed è qui che alle 17:30 decidiamo di fare tappa. Mancano circa 450 km per arrivare a casa, lasciamo a domani la decisione se fare un unico salto o spezzarlo in due. Intanto, mi dedico alla lettura del nuovo acquisto.

VENERDÌ 24 APRILE. Partenza alle 10 in punto, dopo una bella passeggiata verso l’Eygues che scorre poco lontano dalla nostro parcheggio. Percorriamo la N94 verso Serres, e verso mezzogiorno giriamo i 1000 km poco prima di Veynes. Superiamo Gap, verso le 13 sosta tattica per spuntino sul Lac de Serre-Ponçon, nello stesso posto dell’andata. Stiamo viaggiando bene, Mirella se la sente e allora go verso il rientro a casa. Alle 15:30 lasciamo la Francia al solito valico di Montgenèvre, e un minuto dopo siamo a Claviere, Italia. Da qui, nessuna pausa, tutta una tirata fino a casa, dove arriveremo verso le 19:30. Siamo stati in ballo 11 giorni per 1.381 km, con una media di 125,55 km al giorno. Né troppi, né pochi.

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