FRANCIA 2026 (LUGLIO)

GIOVEDÌ 2 LUGLIO. Secondo viaggio del 2026. Destinazione il dipartimento Finistère in Bretagna, per sfuggire alla canicola che già imperversa. Lasciata casa verso le 8, con molta calma e un paio di soste tattiche, entriamo in Francia alle 13 dal valico di Montgenèvre. Solita N94 fino a Briançon, dove prendiamo la ex N91, oggi D1091 del Col du Lautaret, dove facciamo tappa verso le 14. 2.058 m di altitudine, l’aria è fresca, il luogo accogliente, tanto da decidere di fare sosta qui per la notte. Ci sistemiamo in un grandissimo abbastanza affollato parcheggio gratuito su sterrato, ai piedi delle alte cime del Massif des Écrins a sud e del Galibier a nord, con vista sul ghiacciaio di Combeynot. Non perdiamo tempo, e approfittiamo del sole per fare una lunga passeggiata sui colli che circondano la spianata, nei pressi della sorgente della Guisane. Tornati alla base, nonostante la presenza umana il posto è tranquillissimo e dominato dal silenzio rotto solo dai campanacci delle pecore, che a un certo punto invadono bonariamente il parcheggio e con la massima noncuranza si aggirano tra i camper tornando verso casa.

Scende la notte, il cielo ci regala una stellata di grande bellezza; scende anche la temperatura, e ci chiudiamo dentro con la stufa accesa.

VENERDÌ 3 LUGLIO. Placida vita da camperista godendosi la frescura, ma la strada ci chiama e alle 8:45 lasciamo il colle in direzione di Grenoble. Secondo i piani di viaggio, la nostra prima meta sull’Oceano – l’île d’Oléron – dovrebbe essere raggiunta in quattro tappe da 3/400 km; questa prima tappa è stata un po’ più corta ma meglio così, perché ben presto ci accorgiamo che a fondovalle il caldo è opprimente. Superiamo l’Isère e prendiamo la D1085 in direzione di Lyon. A Champier prendiamo la D51 e poi la D518; seguendo questa direttrice incrociamo un distributore a buon prezzo a Saint-Jean-de-Bournay e riusciamo a fare un pieno con meno di 100 euro – non capitava da una vita! Avanti per la D102, si fa ora di pranzo, e un cartello Patrimoine di indirizza verso Château de Septème. In genere, fare riferimento a queste indicazioni porta bene, ma stavolta va buca, e il posto non si rivela all’altezza di soste analoghe: il parcheggio è assolato e rovente. Ma il camperista edonista sa fare buon viso a cattivo gioco e ci piazziamo lo stesso all’ombra di un acero a bordo strada. Una lunga siesta per evitare di stare in giro nelle ore più calde, e alle 16:30 si riparte.

Abbiamo ancora circa 150 km per raggiungere il punto previsto per la seconda tappa intermedia, e ci mettiamo di buona lena, superando il Rodano a Vienne e dirigendoci a nord ovest verso la valle della Loira. Alle 19 raggiungiamo la nostra meta, Château de la Roche, che secondo le guide è il primo monumento sul corso della Loira. In effetti, è un edificio grazioso sistemato in mezzo a una piccola ansa del fiume; purtroppo il parcheggio riservato è interdetto ai camper ma ci sistemiamo lo stesso proprio lì di fronte, nel parcheggio di un ristorante lungo la D56, che abbiamo imboccato a Balbigny. Piazzale ombreggiato, tira una leggera brezza che ci ripaga del caldo mangiato per strada. Mentre scende la sera, incrociamo una signora che arriva dal castello, e che ci spiega che domani sarà visitabile solo nel pomeriggio. Amen, sarà per la prossima volta; intanto, dormiremo qui.

SABATO 4 LUGLIO. Mi sveglio abbastanza presto e faccio progetti per la tappa di oggi, ipotizzando di raggiungere l’autostrada A89 a Saint-German-Laval e fare il tratto fino a Riom, per poi procedere decisi a ovest con la ben nota D941, almeno fino ad Bourganeuf, con pausa tattica ad Aubusson. Intanto, prima che faccia troppo caldo, giretto a bordo Loira per ammirare paesaggio e castello.

Alle 9:40 ci mettiamo in pista. La strada panoramica a bordo Loira, che seguiamo fino a Port de Bully, è bella ma lentissima; così finisce che nonostante il lungo tratto in autostrada la pausa la facciamo ben prima di Aubusson, in una piazzola lungo la D941 subito dopo l’abitato di La Goutelle. Alle 14:35 si riparte; raggiungiamo Bourganeuf verso le 16 ma vista l’ora decidiamo di portarci un po’ avanti, superando Limoges, dove la D941 si trasforma in nazionale N141 diventando a 4 corsie, e fermandoci per la notte nell’area Camping Car Park di Oradour-sur-Glane. Città martire dell’occupazione nazista della Francia, l’abbiamo già visitata qualche anno fa; in questa occasione può essere un ottimo punto tappa, perché da qui mancano solo 240 km alla nostra meta.

DOMENICA 5 LUGLIO. Grande contrasto con le due notti precedenti: qui in Nouvelle-Aquitanie la canicola è micidiale. Ma l’area (euro 15:35 tutto compreso) si è comunque rivelata comoda, accogliente e calma. Peccato che sia abbastanza lontana dal centro, dove avremmo volentieri fatto quattro passi. Ma tant’è, vuol dire che arriveremo prima a destinazione. Anche oggi si parte abbastanza presto, e tra l’altro sarà necessario quanto prima fare gasolio. Sempre seguendo la N141, all’altezza di La Rochefoucauld giriamo i primi 1000 km. La statale è scorrevolissima e poco trafficata, dopo un centinaio di km usciamo a Saintes per fare gasolio; da qui la D728 ci porta direttamente al ponte per l’île d’Oléron, che imbocchiamo verso mezzogiorno. Alle 12:30 sosta boulangerie a Le Château-d’Oléron; alle 13:05 entriamo nella bella Aire du Moulin di Saint-Denis-d’Oléron, che avevamo già visitato a metà luglio di due anni fa. Un bellissimo ritorno, anche se il clima è decisamente diverso: allora c’era quasi freddo e pioveva, adesso ci sono 32°, ma anche un bel vento teso che muove le foglie dei pioppi mandando frescura. Tenendo presente che l’area offre gli stessi servizi di un campeggio, c’è un ottimo rapporto qualità prezzo (euro 16,10 a notte tutto compreso). Tutto bene, staremo qui 3 notti. Nonostante l’affollamento, riusciamo a sistemarci in una buona posizione non distante dai servizi. Dopo pranzo, verso sera, facciamo anche il bucato.

Alle 21:40 il sole non è ancora tramontato, ma soffia un venticello che rinfresca bene l’aria e porta profumo di mare. Il cielo è limpidissimo, e si sta bene. Mirella e Trilli si ritirano, io resto fuori a leggere finché c’è luce, e alle 22:30 vado a letto.

LUNEDÌ 6 LUGLIO. Dormito benissimo. Il vento di ieri si è completamente fermato, e il sole già alle 7 picchia forte. Ciononostante, andiamo in escursione nel villaggio, raggiungendo la spiaggia, quasi deserta. Molto più affollato il porticciolo con le sue brasserie. Dopo la lunga passeggiata, anche noi ci facciamo tentare e un brindisi di non compleanno ci sta. Il piano è di andare a festeggiare domani al faro prendendo la navetta gratuita; oggi ci accontentiamo di acqua e menta.

Rientrati alla base verso le 12, dopo un pranzo leggero pomeriggio pigrissimo e caldo becco. Per fortuna ci sono le docce a portata di mano, ne faccio un paio e una anche dopo cena. Il sole va via alle 22, la temperatura oggi ha raggiunto i 34° e non accenna a scendere sotto i 30°. Solo verso le 23:30, mentre il cielo si fa scuro e compaiono Venere e l’Orsa Maggiore, si attesta sui 26°. Se penso che due anni fa come oggi a quest’ora avevamo 12°… ma eravamo nei Pirenei!

MARTEDÌ 7 LUGLIO. Alba dei miei 75 anni: alle 6:40 mi sveglio con il sole già alto. Temperatura più gradevole di ieri sera: dentro 24°, fuori 20°. Buon compleanno con la galette charentaise, preparativi per la passeggiata al faro e pranzo. La prima navetta è alle 9:40, e alle 9:35 eccoci alla fermata nei pressi dell’entrata della nostra area camper. Ma grande delusione: non sono ammessi i cani. Questa è una pessima novità: due anni fa Kira salì con noi. L’aggiustiamo tornando a piedi in centro e facendo spesa.

Sulla via del ritorno (la piazza del mercato è a circa 1 km dall’area), sosta per un brindisi vero a spritz in un bel baretto sotto una pergola d’uva. E poi, pranzetto a base di paella nel famoso ristorante Chez Dinghy, sotto l’ombra dei pioppi.

L’abbiamo rattoppata, e forse è andata meglio così. Il pomeriggio passa all’insegna della massima pigrizia, rotta solo dalle frequente docce rinfrescanti. Un po’ meno caldo di ieri, o meglio meno afoso perché anche affrontare il breve tratto al sole tra il Dinghy e il blocco servizi è una vera fatica. Mi chiedo se non avrei dovuto progettare meglio questo viaggio e puntare decisamente al nord, visto l’andamento climatico di questo 2026 che ricorderemo a lungo. Amen, domani si parte per la meta successiva, che è sulla punta più a nord-ovest della Bretagna. Da qui, più di 500 km. Non potremo farcela in una sola tirata.

MERCOLEDÌ 8 LUGLIO. E invece sì. Mitica Mirella, siamo partiti alle 8:40 e alle 18:50, fatti 545 km, siamo arrivati a destinazione. Un primo balzo fino alla pausa pranzo, verso le 12:15 lungo la D173 nei pressi di Montaigu; da qui prendiamo la A83 fino a Nantes e poi proseguiamo sulla N165 fino a Brest, facendo solo una breve sosta alle 15:45 nell’area di Saint-Goustan. Attraversiamo facilmente la circumvallazione della città portuale (N265) fino all’allacciamento con la N12, e da qui gli ultimi 30 km verso nord ovest su dipartimentali comode e scorrevoli, fino alla nostra meta: l’Aire de Treompan, Ploudalmèzeau, nel primo tratto della Côte des Abers. L’area consiste in un vasto spazio erboso pianeggiante ricavato nella superficie della dona costiera, interamente recintato, con piazzole ampie e ben tracciate, dotate di allacciamento elettrico. Il costo è di soli euro 15,22 a notte, tutto compreso.

Sistemato l’accampamento, mentre Mirella riposa dopo 10 ore quasi ininterrotte al volante, vado a fare due passi con Trilli verso il mare, di cui si sente la musica dietro la duna che delimita il lato nord dell’area. Ci vorrebbe un poeta per descrivere il profumo di questa prima passeggiata verso la Plage de Treompan. Mi fermo nei pressi di una grande ammasso roccioso che divide in due la spiaggia. Un cartello spiega che in un tempo leggendario era abitato da un drago malefico che terrorizzava gli abitanti diffondendo malattie e pestilenze, e fu sconfitto solo dall’intervento di un giovane e coraggioso chierichetto che lo inondò di acqua santa fino a farlo soffocare.

Rientro mentre con molta calma il sole lascia spazio alla sera. E alla notte piena di stelle, nel silenzio quasi assoluto della natura che ci circonda a 360 gradi, con in sottofondo il placido brusio dell’Oceano.

GIOVEDÌ 9 LUGLIO. Ci svegliamo nella nebbia. Trilli è un po’ stranita da questa novità, poi esce in libertà a rincorrere i conigli selvatici che popolano l’area e le dune intorno. Il sole fa in fretta a diradare la foschia, temperatura molto gradevole, e così dopo i soliti riti del mattino usciamo a passeggiare sulla bella spiaggia che è qui a dieci minuti.

Nel pomeriggio, massimo relax. Si è alzato il vento, e fa quasi freddo. Verso le 18 ci spingiamo verso la penisola che delimita a est la spiaggia, dove si dovrebbero trovare dei resti di un four a goèmon, le caratteristiche fosse dove gli abitanti facevano bruciare le alghe per estrarne la soda e lo iodio. Una buona mezz’ora di cammino tra spiaggia e duna, ma non troviamo niente. Superiamo la penisola e sbuchiamo sulla Plage des Trois Moutons, una lunga striscia di sabbia dove a quest’ora alcuni intrepidi veleggiano con dei grandi aquiloni giocando con le onde. Il sola sta calando, e verso le 20:00 facciamo ritorno al nostro accampamento, aggirando il Rocher du Serpent, che visto da qua sembra proprio la testa di un drago che spunta dalla duna. Mentre me ne sto spaparanzato nel tramonto, Mirella prepara una bella spaghettata al pesto fatto in casa (ha fatto 1.730 km, vale il viaggio).

VENERDÌ 10 LUGLIO. Sveglia tranquilla, anche stamattina c’era un po’ di foschia spazzata via ben presto da un bel venticello teso. Clima gradevolissimo. Verso le 9:30 accogliamo con grande gioia la nostra amica bretone Karine, che abbiamo conosciuto 20 anni fa (era anche lei coinvolta in bel progetto Comenius) e che non vediamo da 18 anni, anche se ci siamo tenuti sempre in contatto. Una bella passeggiata in spiaggia, un veloce spuntino tutti insieme, una foto ricordo. Vent’anni dopo!

Salutate Karine e la sua graziosa figlia Lina, ci mettiamo in pista. La prossima meta, che è in definitiva l’obiettivo principale di questo viaggio, è il Camping Plage de Meneham, a Kerlouan. In linea di principio sono circa 40 km, ma ne facciamo più di 65 percorrendo tanta strada a vuoto in direzione del faro dell’isola di Wrac’h (strade strette e parcheggio molto complicato, sarà per la prossima volta). Il campeggio è abbastanza affollato, ma troviamo una buona sistemazione non lontanissimo dal blocco servizi. La zona riservata ai camper, quasi completamente priva di vegetazione a parte i bassi arbusti che separano le varie zone, è suddivisa in 8 settori da 6/8 piazzole, molto ampie. Tenuto conto della gran quantità di postazioni (59 tra tende e camper), il blocco servizi è un po’ carente e per la prima volta da che frequentiamo strutture analoghe in Francia ci è toccato fare la fila per la doccia. Ne deriva che Il rapporto qualità-prezzo (euro 28,94 al giorno tutto compreso) risulta un po’ caro per gli standard a cui siamo abituati. In compenso, a pochi metri dalla piazzola abbiamo un accesso diretto alla passeggiata sulla duna e alla spiaggia. Il mare è qui vicino, se ne sente il profumo e il suono. Ma va bene così, per oggi basta passeggiate: la giornata è stata abbastanza impegnativa e anche Trilli ha poca voglia di andare in giro.

SABATO 11 LUGLIO. Qui la notte fa un po’ più caldo che a Ploudalmézeau, ma in ogni caso la massima ieri è stata di 24°, più che accettabile. Stamattina al risveglio siamo a 21°. Oggi è previso una passeggiata a piedi fino al Phare de Pontusval, circa 4 km a/r. Per la prima parte camminiamo sulla sabbia, controvento; poi la fatica è troppa e ci spostiamo sul GR 34, il sentiero costiero a cavallo della duna che percorre tutta la costa bretone. Il faro è in una posizione panoramica, e come al solito c’è modo di fare pausa a godere il paesaggio. Le foto non possono rendere la cosa più fantastica di questo cammino e di questa sosta, e cioè il profumo delle alghe misto a quello della vegetazione costiera. Partiti verso le 9:30, arriviamo al faro verso le 11.

Non contenti, le mappe ci dicono che poco distante c’è una piccola cappella che vale il viaggio, e non ce la facciamo scappare; per di più, Mirella si inerpica sul masso che la sovrasta, cogliendo l’emozione di un paesaggio mozzafiato. Sulla cima del masso, la tipica garitta dei doganieri che pattugliavano la zona per impedire traffici illeciti.

Una splendida passeggiata. Il ritorno non è da meno: con il vento a favore si fa meno fatica ed anche se si avvicina mezzogiorno il caldo non si fa sentire. A metà strada, uno sguardo all’indietro verso il faro; poco più avanti, lungo il sentiero, un cartello illustra il funzionamento di un four a goèmons che purtroppo è sommerso dalla vegetazione. Verso le 13, rientriamo dall’acceso riservato.

Pomeriggio di riposo, breve passeggiata, ottima cena. Non c’è per niente caldo, e stiamo tutti dentro tranquilli. Verso le 21:40 il cielo comincia a farsi rosso e mentre Mirella già dorme esco a fare due passi sulla duna, con Trilli. Lo spettacolo è di immensa, travolgente bellezza.

DOMENICA 12 LUGLIO. Il piano di viaggio oggi prevede visita al villaggio di Meneham (o Ménez Ham, ovvero: il villaggio dietro la roccia), che raggiungiamo in una decina di minuti di camminata sulla duna. Edificato verso la fine del ‘700 come caserma della milizia costiera per sorvegliare il litorale del Finistère settentrionale, allo scopo di prevenire e respingere i tentativi di sbarco e le incursioni della flotta inglese, allora acerrima nemica della Francia. All’inizio del XIX secolo fu ceduto al servizio doganale, che lo utilizzò come base pare la sorveglianza dei traffici lungo la costa, ampliandolo per ospitare le famiglie dei doganieri. Infine, i doganieri lasciarono il posto a famiglie di estrazione umile, dediti a un’economia di sussistenza legata alla terra e al mare, pescatori e raccoglitori di alghe. Decaduto fino all’abbandono, nel 2004 fu oggetto di un progetto di restauro e recupero architettonico, rispettando i materiali dell’epoca. Oggi ospita un bed & breakfast, una brasserie ed alcune botteghe artigianali, oltre a mettere a disposizione del pubblico alcuni spazi espositivi tra cui il vecchio forno comunitario. Noi c’eravamo già stati, e il caso vuole che torniamo giusto nel quinto anniversario di quella visita. Come allora, anche stavolta non resistiamo alla tentazione di portarci a casa un ricordo, acquistato da una coppia di cestai che raccolgono fondi per un’associazione assistenziale.

Tornati per pranzo, il resto della giornata passa in assoluto relax, e nei preparativi per la partenza. Domani infatti si prospetta un bel tappone.

LUNEDÌ 13 LUGLIO. Notte quasi fredda, al risveglio cielo coperto, minaccia temporale. Alle 9 usciamo dal campeggio, e piove, a scrosci; la pioggia ci accompagna almeno per i primi 220 km, che facciamo sulla N12 fino alla circumvallazione di Rennes, dove sostiamo un paio d’ore per pranzo e pausa. A seguire, puntiamo decisi a sud sulla D41 in direzione Angers. Verso le 15, dalle parti di Retiers, ci intriga il solito cartello Patrimoine che indica un sito chiamato La Roche aux Fées, e decidiamo di fare altra piccola pausa. Il sito si rivela molto interessante: si tratta di una allée couverte alta un paio di metri e lunga quasi 20, composta da circa 40 grandi massi, di cui otto formano la copertura.

La visita ci impegna per un’oretta. Il clima qui è decisamente cambiato rispetto a stamattina, e cominciamo a soffrire il caldo. Sarà ancora peggio quando dopo un altro centinaio di km, con l’aiuto di Park4night individuiamo un’area a Grez-Neuville, dove arriviamo alle 17:50. Si tratta di uno spazio riservato ai camper sulle rive della Mayenne, senza servizi. Poco distante dal paese, ma fa troppo caldo e non abbiamo voglia di muoverci. Questo primo balzo verso casa è stato di 380 km, in gran parte su statale a 4 corsie. Visto il caldo, abbiamo deciso che domani faremo tutta autostrada.

MARTEDÌ 14 LUGLIO. E così facciamo, partendo prima delle 8. Dopo meno di 15 km sulla D775 imbocchiamo la A11 poco prima di Angers, a Corzé intersezione con la A82 che seguiamo per tutto il suo percorso, con una pausa pranzo nella bella Aire de Service Romorantin, fino a Vierzon dove ci connettiamo alla A71. A Rioms prendiamo la A89; come da programma, usciamo a Thiers dove c’è una bella area Camping Car Park. Sono le 15, e abbiamo fatto quasi 500 km, praticamente tutti in autostrada. L’area è ombreggiata da alti frassini e pioppi, ma pur essendo sui 300 m e vicino a un laghetto, non c’è un filo di vento e il caldo è soffocante: 35°.

MERCOLEDÌ 15 LUGLIO. Dormito bene nonostante il caldo, ci sveglia il rumore di un temporale in lontananza e il picchiettio delle gocce sul tetto. Dopo colazione, facciamo a tempo a fare il pieno di acqua, e alle 9 ci mettiamo in pista. La direzione è Grenoble, l’obiettivo è il Col du Lautaret. Un breve tratto ancora in A89 fino allko svincolo per Lione, e poi proseguiamo sulla ben nota D1082. Breve sosta sotto un acquazzone alla LIDL di Chamboeuf, gasolio a Saint-Etienne; ritroviamo il Rodano a Vienne, e in buona sostanza rieccoci sulla strada fatta all’andata, facendo breve tappa a Saint-Jean-de-Bournay, dove avevamo fatto il primo pieno di gasolio quasi due settimane fa. Passiamo Grenoble, a Vizille prendiamo la D1091 e alle 17:50, sotto un vero e proprio fortunale, eccoci di nuovo al Col du Lautaret. Abbiamo percorso 360 km, quasi tutti su dipartimentali. Ci sono 14°: dormiremo con la coperta, ed è quello che cercavamo.

GIOVEDÌ 16 LUGLIO. C’è il sole. Restiamo qui? Restiamo. Trilli è felice, Mirella anche.

VENERDÌ 17 LUGLIO. Nel pomeriggio si era scatenato un altro temporale, verso sera il cielo era pieno di stelle, verso le 3 lampi e tuoni e un vento forte che scuote il Dinghy. Ora è tutto calmissimo. Ultimo giorno di viaggio, venerdì 17 nell’anno 17.mo della nostra avventura in camper. Verso le 9 riprendiamo la strada. A Le Monetier-les-Bains giriamo i 3000 km. Superata Briançon, alle 10 entriamo in Italia a Claviere. Dopo una sosta tattica per pranzo nella calura dell’Area Villarboit sulla A4, alle 15 facciamo l’ultima tappa nella Base Servizio Camper di Verbania, praticamente sotto casa.

Siamo stati in ballo 16 giorni per 3.268 km, di cui in autostrada circa 510 in Francia e circa 440 in Italia, con una media di 297 km al giorno. Abbiamo fatto sosta notturna in 9 luoghi diversi, di cui 6 assolutamente nuovi. Abbiamo consumato circa 277 litri di gasolio, in grandissima parte acquistati in Francia al prezzo medio di euro 1,91.

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